
Irene Catella
Professional Gestalt Counselor e Tutor nel corso triennale dell’Istituto SGT.
Iscritta al Registro Italiano Counselor S.I.Co. n°A2443
Titoli di studio
Laureata in Scienze dell’Educazione
Attività
Laureata in Scienze dell’Educazione ho sempre lavorato in qualità di Educatrice nell’ambito della disabilità cognitiva, psichica e fisico-motoria per poi specializzarmi, diversi anni fa, nella sfera di quella visiva. Ho frequentato il triennio del corso di Gestalt Counseling, a seguire il IV anno e attualmente sono una Professional Gestalt Counselor e Istruttrice di Orientamento & Mobilità e Tecniche di Autonomia per ipovedenti e non vedenti.
Queste due professioni si supportano e nutrono a vicenda, la tecnica dell’una si fonde con il sostegno
dell’altra: attraverso l’esperienza entrambe accompagnano l’Altro ad una maggiore esplorazione di sé e ad incontrare i limiti percepiti.
Mi definisco un’Agricoltrice in erba: la passione per la terra mi trasmette, ogni giorno, i valori del radicamento, dell’attesa e il rispetto dei tempi. Amo l’acqua per la sua fluidità e la montagna per la prospettiva. Nel mio studio a Collegno svolgo colloqui individuali di Counseling e propongo esperienze di lavoro in gruppo.
“Vivete una vita in cui potete riconoscervi!” T. Terzani
Che cosa è Il Counseling?
Il counseling è un’attività professionale, basata su abilità comunicative e relazionali.
L’intervento di counseling è mirato a evidenziare e sostenere le risorse individuali ed a promuovere le competenze interpersonali, per costruire relazioni feconde e costruttive con l’ambiente di vita personale e professionale e raggiungere gli obiettivi individuali e di gruppo secondo espressioni libere e creative.
Il Gestalt Counseling: ha radici nella filosofia esistenziale e fenomenologica e nella teoria della Gestalt, ma non appartiene né alla filosofia né alla psicologia, bensì all’arte dello stare in relazione. Il lavoro di un Gestalt Counselor è facilitare la consapevolezza del cliente, sostenendolo a dare un nome alla sua esperienza e a trovare le proprie soluzioni creative. La dimensione temporale è quella del qui ed ora. Ciò che conta non è la causa passata o l’interpretazione del vissuto, ma il “come”, il modo in cui il fenomeno si presenta, senza pregiudizi né aspettative, nella sua sensorialità immediata. Centrale diventa la capacità di stare in contatto con gli altri, di percepire i propri reali bisogni e i modi per soddisfarli. Il cliente può così scoprire che la creatività è l’arte di uscire dal “probabile” per entrare nel “possibile”.